Gp Bahrain analisi PL1 & PL2: Piedi di piombo.

Che la Ferrari dovesse invertire la tendenza rispetto a Melbourne era ovvio. Ma chi si aspettava una Ferrari così in forma nel primo giorno del Gran Premio del Bahrain?

Andiamoci con i piedi di piombo perchè sappiamo bene che le prove libere spesso possono fuorviare. Quello che sappiamo è che la Ferrari vista oggi in azione è una Ferrari che può esprimere anche di più di quello che ha fatto già vedere. Alcuni errori dei piloti nei loro giri migliori hanno evidenziato come hanno ancora margine di miglioramento e sicuramente possono ancora migliorare. Marc Genè ha dichiarato che il programma di prova della rossa è identico a quello di Melbourne, pista in cui le Mercedes erano costantemente davanti anche nelle PL, cosa che non sta accadendo qui.

Le Mercedes infatti sono distanti più di mezzo secondo dal duo Ferrari e, almeno sul giro secco, non sembrano all’altezza. Ricordiamo il nostro mantra: Andiamoci con i piedi di piombo. Anche qui infatti non sappiamo quale sia il valore reale delle frecce d’argento che si stanno chiaramente nascondendo ( appena un decimo di vantaggio dallo strabiliante Hulkenberg non è credibile come reale valore ).

Capitolo a parte per le Red Bull. Sembra cambiata la musica nella casa austriaca rispetto a quella che suonava in Australia. Tanto distanti le monoposto delle lattine che pagano dazio soprattutto in potenza, vedasi le dichiarazioni di Verstappen, in visibile apprensione e preoccupazione per la Power Unit Honda che tanto veloce e affidabile si era mostrata a Melbourne.

Il passo gara

Per quanto riguarda il passo gara invece, abbiamo tutta un’altra storia. Ferrari, Mercedes e Red Bull sono molto vicine tra di loro. Ottimo il passo di Leclerc su gomme soft anche se a poca distanza da lui troviamo Lewis Hamilton. Su gomme medie invece è sembrata davanti la Mercedes che con entrambi i piloti si è piazzata davanti a Sebastian Vettel. Le Red Bull continuano a rimanere in scia, leggermente più staccate a livello di tempi ma un po’ più costanti rispetto ai rivali, denotando un consumo gomme meno esasperato rispetto a Ferrari e Mercedes.

Conclusioni

In conclusione cosa abbiamo visto? Una Ferrari che, si spera, sia tornata ai livelli dei test di Barcellona. Una Mercedes che gioca a nascondino come ha fatto praticamente dalla presentazione della vettura, senza mostrare il suo vero valore e la sua vera velocità. Una Red Bull meno sicura di se e soprattutto meno sicura del proprio motore Honda, apparso in difficoltà rispetto alla gara precedente. A questo punto il verdetto lo daranno le qualifiche, vero metro di giudizio per capire se Ferrari è tornata competitiva, se Mercedes è davvero così indietro e se Red Bull ha davvero problemi di velocità ed affidabilità con la PU.

Articolo scritto da Vincenzo Ferrara FACEBOOK INSTAGRAM