Il pilota del Venerdì: Daniel Ricciardo

Montecarlo, la gara, o forse meglio dire l’evento più lussuoso e mondano del Mondiale. Un concentrato di vip, feste, milionari e miliardari che guardano la gara a bordo del loro yacht con caviale e champagne, tutto molto bello. Per chi è lì, però. A noi appassionati cosa resta? Una gara che, salvo eccezioni (meteo, incidenti etc.), ci costringe a fare scorta di caffè per tenere gli occhi aperti, forse non più adatta alla Formula 1 attuale. C’è un uomo però, che riesce a dare spettacolo, anche a Monaco, è il nostro pilota del venerdì, è Daniel Ricciardo.

Chi è?

Nato a Perth, Australia, il 1° luglio 1989, ha chiarissime origini italiane, oltre che parlare molto bene la lingua, dato che il padre Joe è nato a Messina ed emigrato a sette anni, mentre la madre ha origini calabresi. La carriera del pilota più sorridente e simpatico del circus inizia naturalmente nei kart, supportato dal padre, ex pilota anche lui. Ha un background piuttosto vasto per quanto riguarda le formule minori, avendo debuttato in monoposto nel 2005 e raggiunto la Formula 1 definitivamente nel 2011. Ci sarebbe molto da dire sulla sua storia, visto che è uno dei protagonisti della serie tv di Netflix “Formula 1: Drive to survive”, con la prima puntata deidcata quasi interamente a lui. E’ tra i piloti più amati, ed è una delle personalità più positive della F1, oltre all’indiscusso talento alla guida.

Carriera in Formula 1

Daniel debutta in Formula 1 nel 2011, a partire dal Gran Premio di Gran Bretagna a bordo della HRT, fino al termine della stagione, con risultati veramente poco esaltanti, data la totale mancanza di competitività della vettura. Fortunatamente per Ricciardo fu un sodalizio breve, dato che dal 2012 diventerà pilota titolare in Toro Rosso, della quale fu collaudatore fino all’anno prima, l’accesso alla scuderia di Faenza venne naturalmente favorito dal Red Bull Junior Team di cui Dan faceva parte. In due stagioni con la Toro ottiene i suoi primi punti mondiale e mostra segni di una crescita costante, che convincono quindi la Red Bull a prenderlo come pilota titolare nel 2014. L’esordio fu stellare, podio alla prima gara, avanti al suo pubblico in Australia, purtroppo per lui revocato per un’irregolarità della vettura. La stagione 2014 è stata una delle migliori di Ricciardo, dove riesce a vincere ben tre gare e finire il Mondiale avanti al terzo posto, davanti a Sebastian Vettel, che veniva da ben quattro titoli mondiali di fila. La stagione 2015 non è a livello di quella precedente, ottiene solo due podi e viene anche battuto dal suo compagno di squadra Daniil Kvyat per soli tre punti (92 a 95), indice che anche la vettura non era il massimo della competitività per le posizioni di vertice. Nel 2016 torna su ottimi livelli, anche se trova un compagno di squadra più scomodo, dalla quarta gara del Mondiale sarà affiancato da Max Verstappen, che per mettere le cose in chiaro vince la prima gara da pilota Red Bull. Ricciardo con una vittoria, altri ulteriori sette podi e 256 punti concluderà il Mondiale terzo e batterà Verstappen. Molto bene anche il 2017, dove nonostante la competitività di Ferrari e Mercedes riesce comunque a dire la sua salendo sul podio otto volte, vincendo una gara e battendo Verstappen, ma la Red Bull inizia ad evidenziare qualche problema di affidabilità visti anche diversi ritiri. L’ultima stagione, la 2018, inizia bene per Ricciardo che ottiene due vittorie nelle prime cinque gare, la seconda proprio a Monaco, ma da quel momento non salirà nemmeno più sul podio, e le prestazioni di Verstappen inizieranno ad essere migliori delle sue, mentre Daniel collezionerà, da Monaco in poi, ben sei ritiri per guasti tecnici, e correndo le ultime gare da separato in casa, visto l’annuncio del passaggio in Renault poco dopo la metà della stagione, in Red Bull si nota una certa ostilità nei suoi confronti, favorendogli quasi sempre il proprio compagno di squadra, una situazione veramente surreale. Il 2019 pure non è iniziato nel migliore dei modi: in cinque gare conclude a punti una sola volta, e si ritrova una Renault poco competitiva e ancor meno affidabile, speriamo che Monaco rappresenti per lui un altro crocevia per la sua carriera.

Cenni storici ed atti celebri

Daniel Ricciardo è soprannominato “The Honey Badger”, sarebbe il Tasso del miele. La motivazione, secondo lui: “È l’animale più impavido al mondo. Quando lo guardi sembra molto carino, ma se provi ad entrare nel suo territorio diventa molto feroce, non si spaventa di fronte a nulla, tigri o pitoni. Cambia molto rapidamente, ma è un bravo animale”, e questo la dice lunga sul suo stile di guida e la sua personalità. Simpatico e sorridente fuori dalla pista, un leone al suo interno, se Ricciardo è in giornata trova un modo per sorpassarti, qualsiasi esso sia, chiunque tu sia, non ha fatto sconti a nessuno, nemmeno a gente del calibro di Vettel, Hamilton, Alonso e via dicendo. Un animale da gara, per rendere la Formula 1 più spettacolare bisognrebbe farlo partire sempre ultimo, al resto ci pensa lui, che non si arrende mai. Lo dimostrano le vittorie che si è andato a prendere con la forza, tipo la sua prima in Canada nel 2014. Unico neo potrebbe essere il contatto con Max Verstappen nel 2018 a Baku, dove forse si è rotto definitivamente qualcosa con la Red Bull, anche se sembra che le colpe siano condivise, e non sia tutta colpa di Daniel.

Cosa aspettarsi?

C’è da attendere con impazienza la gara di Daniel Ricciardo? Assolutamente sì. E vale per praticamente ogni gara di Dan. Un pilota spettacolare da vedere, tenace, coraggioso, talento innato, quando c’è lui in pista e ha una macchina competitiva c’è sempre da divertirsi. L’unico impedimento può essere rappresentato da una Renault in picchiata dopo le buone prestazioni della scorsa stagione, e potrebbe rappresentare un problema per Ricciardo anche a lungo andare visto che parliamo di un pilota che ha la stoffa del campione, e superati ormai i 30 anni corre il serio rischio di non poterlo diventare mai. Facciamo a Daniel un sincero augurio di fare una grande gara a Montecarlo, con la speranza che possa svoltare anche la stagione sua e della Renault, e che possa farci tanto divertire come tante volta ha fatto già fino ad oggi.

Articolo di:

Mario Scherillo facebook | instagram