Il pilota del venerdì: Kimi Raikkonen

Finalmente questo week-end si torna in pista dopo tre lunghe settimane di vacanza. La F1 farà tappa in Belgio, sul circuito di Spa-Francorchamps, una delle piste più belle in assoluto, contraddistinta negli anni anche per condizioni meteo spesso imprevedibili e quasi sempre gare spettacolari. Quando si pensa a Spa non si può non pensare ad un pilota che ha un particolare feeling su questo tracciato, oltre che essere uno dei più forti, forse il più amato del circus, ed anche Campione del Mondo 2007. Oggi la nostra attenzione sarà volta su di lui, il nostro pilota del venerdì sarà l’uomo di ghiaccio, “Iceman”, Kimi Raikkonen.

Chi è?

Nato ad Espoo, Finlandia, il 17 ottobre 1979, Kimi Raikkonen è stato l’ultimo Campione del mondo piloti su Ferrari, e, ad oggi, anche l’ultimo vincitore di gran premio. Iceman, questo il suo soprannome, è uno dei piloti più amati dai tifosi per il suo particolare carattere da anti-divo in un mondo dove molti piloti pensano più ad essere delle superstar che a correre. Kimi ha fatto della sua classica risposta in conferenza “Wait and see” (“aspettiamo e vediamo”) un vero e proprio stile di vita, così come i suoi “no comment”, “bwoah” e via dicendo, creando un vero e proprio mito su se stesso, senza volerlo. La carriera di Raikkonen é di assoluto livello, coronata dal titolo iridato nel 2007, ma ha sempre dato l’impressione di aver vinto forse troppo poco per quello che avrebbe meritato, complice anche un po’ di sfortuna.

Carriera in Formula 1

Kimi debutta in Formula 1 nel 2001 a bordo della Sauber, impressionando subito tutti andando a punti, si dice addirittura che si addormentò in auto pochi minuti prima della partenza, tipico di uno che sente la pressione della prima gara in F1. L’ottima stagione da debuttante fa si che Ron Dennis gli offra un contratto con la McLaren per sostituire un altro finlandese appena ritirato: Mika Hakkinen. Raikkonen in McLaren passerà cinque anni, e andrà vicino al titolo in due occasioni nel 2003 e nel 2005. Nel 2003 lotta fino all’ultima gara con Michael Schumacher, che riesce a prevalere di due soli punti, il finnico salirà ben dieci volte sul podio ottenendo anche la prima vittoria in Malesia. Il 2004 sarà un anno abbastanza interlocutorio per Kimi che otterrà una sola vittoria, proprio a Spa, la “sua” pista. Il 2005 è l’anno migliore di Raikkonen con la McLaren, ottiene sette vittorie, le stesse del suo rivale Alonso, la sua Mp4-20 però si dimostra tanto veloce quanto inaffidabile, e anche Kimi stesso dimostra di non essere il pilota più fortunato di sempre. Nel 2005 otterrà una leggendaria vittoria a Suzuka partendo diciassettesimo e passando Fisichella all’ultimo giro. Il 2006 sarà un anno molto importante, non tanto per i risultati in gara vista la scarsa competitività della monoposto di Woking, ma perché a fine anno firmerà un contratto con la Ferrari per sostituire un altro pilota abbastanza famoso: Michael Schumacher. Il suo primo anno in Ferrari parte col piede giusto, hat-tirck (pole, vittoria e giro veloce) nella gara inaugurale in Australia. Il seguito non sarà entusiasmante, ma a metà campionato cambia marcia grazie alla vittoria a Magny-Cours, seguita da altre quattro, tutti piazzamenti sul podio e un solo ritiro che si tramutano nel titolo di Campionre del Mondo 2007, con un solo punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. Il 2008 e il 2009 saranno due anni molto sottotono, il primo vede un Kimi poco in forma, il secondo invece per via di una Ferrari assolutamente non competitiva, che Kimi riuscirà a portare al successo una sola volta, compiendo un mezzo miracolo, indovinate dove? Esatto, sempre a Spa. Licenziato dalla rossa in favore di Alonso, passerà due anni nei rally, nel WRC, e tornerà in Formula 1 nel 2012 sulla Lotus, dove appare in forma smagliante e disputerà due stagioni di altissimo livello vincendo due gare e salendo quindici volte sul podio, concludendo il primo anno in terza posizione in classifica, e il secondo in quinta (avendo saltato le ultime due gare per infortunio). Questi ottimi risultati gli valgono la seconda chiamata in Ferrari, nel 2014, anche se con il ruolo di secondo pilota, affiancando Fernando Alonso. Non salirà nemmeno una volta sul podio, e otterrà come miglior risultato un quarto posto, stranamente, a Spa. Dal 2015 le cose migliorano, il suo compagno di squadra è Sebastian Vettel, e l’auto è molto più competitiva e il suo bilancio dal suo ritorno nel 2014 è di ventisei podi e una vittoria, l’anno scorso, ad Austin nel Gran Premio degli Stati Uniti. Proprio la stagione 2018 è stata di sicuro la migliore, a 38 anni suonati, terminando terzo nel Mondiale (e presentandosi completamente ubriaco alla cerimonia di premiazione). Quest’anno guida l’Alfa Romeo Racing, ha raggiunto e superato le 300 presenze in Formula 1, e sta vivendo una seconda giovinezza, disputando gare di altissimo livello e portando a casa grandi risultati per quello che, naturalmente, la macchina gli consente.

Cenni storici ed atti celebri

Iceman al volante ci sa fare, eccome, e proprio a Spa ha corso alcune tra le sue migliori gare in carriera, capace di sorpassare Michael Schumacher all’Eau Rouge non una, ma ben due volte! Tutto ciò grazie alla sua dote di affrontare quella curva in pieno quando non era roba per tutti. Grandissima anche l’inaspettata vittoria con la Ferrari F60, una delle peggiori auto della storia, sempre a Spa nel 2009, tenendo dietro Giancarlo Fisichella su una Force India più performante della Ferrari stessa. Leggendaria la vittoria a Suzuka partendo diciassettesimo, grazie a una buona strategia e tanti sorpassi tra cui quello sullo stesso Fisichella all’ultimo giro. Sempre con Fisichella (devono volersi bene i due) fu protagonista di una controversia al GP del Brasile 2003, Fisichella lo superò all’ultimo giro (era stata data bandiera rossa), e venne data la vittoria all’italiano, salvo poi invertire la decisione e dare Raikkonen come vincitore perché si teneva conto del giro precedente, e poi reinvertire il verdetto e dare la vittoria a Fisichella, con un simpatico scambio di trofei sulla griglia di Imola, la gara successiva. Divertentissimi sono i suoi team radio, quello più iconico è il famoso “Just leave me alone, I know what to do” (“lasciatemi da solo, so cosa fare”) detto al suo ingegnere di pista in Lotus mentre era al comando del GP di Abu Dhabi nel 2012, e sarebbe stato un risultato storico per la scuderia. Naturalmente questo è il più famoso di una lunga serie, che consigliamo assolutamente di recuperare, insieme anche diverse conferenze stampa. Sono proprio questi lati del suo carattere che fanno di lui un vero e proprio mito, un pilota che è quasi impossibile non amare in pista e al di fuori.

Cosa aspettarsi?

C’è da attendere con impazienza la gara di Kimi Raikkonen a Spa? Assolutamente sì, messo in condizione può fare veramente un grandissimo risultato, confermando anche gli ottimi progressi della sua Alfa Romeo, difficile immaginare che possa salire sul podio a meno di clamorosi ribaltoni, ma può comunque fare una gara, e una stagione in generale, molto solida, oltre al fatto che senza la pressione di media e stampa sembra trovarsi molto più a suo agio e divertirsi ancora in questa Formula 1. L’augurio è che possa fare una grandissima gara e una grandissima stagione, e che quando arriverà il momento, avrà il ritiro che merita un grande campione come lui.

Articolo di:

Mario Scherillo; facebook | instagram