Il pilota del Venerdì: Lance Stroll

Hai fame? Compri del cibo. Hai sete? Compri da bere. Hai voglia di correre in Formula 1? Compri una scuderia. Sì, esatto, compri una scuderia, o almeno, così è stato per il nostro pilota del venerdì, l’icona del nepotismo: Lance Stroll.

Chi è?

Nato a Montrèal, Canada, il 29 ottobre 1998, figlio del miliardario canadese Lawrence Stroll, Lance inizia intorno ai dieci anni la sua carriera nell’automobilismo, sui kart per la precisione. Nel 2014 debutta in monoposto ottenendo ottimi risultati soprattutto in Formula 4 Italiana, vincendo il campionato. Nel 2015 addirittura entra a far parte della Ferrari Driver Academy, alla fine dello stesso anno diviene collaudatore per la Williams F1, lasciando quindi la FDA. Nel 2016 vince il Campionato di Formula 3, e viene annunciato come pilota Williams per la stagione 2017.

Carriera in Formula 1

Stroll esordisce in Formula 1 a diciotto anni, arrivando dalla Formula 3, saltando il passaggio per la F2. Le aspettative sono alte, visti i numerosi test privati che ha potuto svolgere con auto vecchie, finaziati da papà Lawrence. Ecco, nella prima gara della stagione viene demolito dal compagno di squadra Felipe Massa, che si era anche ritirato la stagione precedente (salvo poi aver fatto dietrofrònt per la partenza di Bottas). I primi punti li ottiene nel GP casalingo di Montrèal, arrivando nono. Nella gara successiva a Baku accade l’impossibile, Stroll sale sul podio in seguito a una gara del tutto rocambolesca, tra ritiri, sospensione provvisoria della gara, Safety Car e chi più ne ha, più ne metta. La stagione, tra alti e bassi, si conclude con uno Stroll dodicesimo nel Mondiale, battuto di appena tre punti dal semi-pensionato compagno di squadra Massa. Per la stagione 2018 verrà affiancato in Williams da un altrettanto falcotoso Sergey Sirotkin, e sembra poco chiaro come sia possibile che la Williams abbia grandi problemi economici. La stagione non è positiva per nessuno dei due piloti, Stroll andrà a punti due sole volte, ma nel 2019 arriverà la svolta. Verso il termine della stagione 2018 papino Lawrence Stroll acquista la Force India (ribattezzandola Racing Point), che non navigava in acque serene, e indovinate chi affiancherà Sergio Perez in Racing Point nel 2019? Esatto! Proprio lui, Lance Stroll. Come un bambino chiede al padre di comprargli un gelato, molto probabilmente la conversazione tra Lance e Lawrence sarà stata: “Papà, voglio correre in Formula 1, compriamo una scuderia?” e la risposta sarà stata “Va bene, Lance!”. Per il Bruce Wayne (un po’ più fortunato) della Formula 1 la stagione è iniziata discretamente andando a punti e battendo Perez alla prima gara, seguita però da due prestazioni anonime fuori dai punti e sempre battuto dal compagno.

Cenni storici e atti celebri

Non sono molte le cose da ricordare di Stroll da quando è in Formula 1: non stiamo parlando di un pilota talentuoso ma acerbo, o di uno spericolato, Lance è semplicemente scarso. Va segnalato questo incidente alla partenza del GP casalingo del Canada dove tenta una chiusura di traiettoria in stile Playstation rischiando di fare molto male ad Hartley. Molto simpatico da segnalare è anche come a Baku 2017 (gara del suo primo podio) abbia perso la seconda posizione, arrivando quindi terzo, in volata al traguardo con Valtteri Bottas. Divertentissimo anche il team radio dell’ultima gara in Cina dove gli viene detto che sta tenendo premuto il pulsante della radio al posto di quello dell’energia.

Cosa aspettarsi?

C’è da attendere con impazienza la gara di Stroll? Forse. Baku è il circuito del suo primo podio, sicuramente gli evocherà dolci ricordi e voglia di far bene. Il problema principale di Lance è correre con addosso la pressione di essere lì solo per raccomandazioni e grazie a soldi di papà, ma se di campionati ne ha vinti nelle categorie minori, se la Ferrari mise gli occhi su di lui, è implicito che del talento ci sia, oltre che essere giovanissimo: a trovarne di 21enni con già due anni di Formula 1 alle spalle. Gli auguriamo, come a tutti, quindi, di fare bene in questa gara e di trovare più convinzione nei suoi mezzi.

Articolo di:

Mario Scherillo Facebook | Instagram