Il pilota del Venerdì: Romain Grosjean

  • “Una frase che va bene sia quando passa Grosjean che una Top Model?”
  • “Che schianto!”

Ecco, se l’inizio di questo articolo non è dei migliori, il resto potrebbe essere anche peggio, un po’ come la carriera del nostro pilota del Venerdì: Romain Grosjean.

Chi è?

Nato a Ginevra (Svizzera) il 17 aprile 1986, in possesso del passaporto francese, si avvicina ai motori per merito del padre, avvocato e grande appassionato di motori, oltre che pilota dilettante. I primi passi del piccolo Romain nel mondo delle corse arrivano, come quasi tutti i suoi colleghi, sui kart, inizialmente per divertimento e poi a livello agonistico. Prosegue la sua carriera nelle formule minori, vincendo praticamente tutti i campionati a cui prende parte, tra i più importanti il titolo di campione di Formula 3 Europea (2007) e GP2 Asia Series (2008), oltre al Campionato Mondiale GP2 nel 2011, arrivato dopo una breve parentesi in F1 (2009) e alcune gare nel campionato GT (2010).

Carriera in F1

Anno 2009: Grosjean si sta giocando il Mondiale GP2 con Nico Hulkenberg, Lucas Di Grassi e il compagno di squadra Vitalij Petrov. Il campionato per Grosjean si chiude con quattro week-end (otto gare) d’anticipo: è arrivata la grande occasione, il team di F1 Renault lo promuove da tester a pilota ufficiale dal GP d’Europa 2009 fino alla fine della stagione per sostituire Nelson Piquet Jr. Romain con la scuderia transalpina collezionerà ben 0 punti in sette gare, per la stagione 2010 gli verrà preferito proprio il suo compagno di squadra in GP2: Vitalij Petrov (molto caro ad Alonso e ferraristi vari). Dopo un 2010 passato tra gare Gran Turismo e GP2, e un 2011 che lo vede portare a casa il titolo iridato proprio in GP2, ottiene la sua seconda occasione in F1 nel 2012, come pilota ufficiale Lotus (ex-Renault), affiancando Kimi Raikkonen. La stagione non è assolutamente male, oltre un tentato omicidio ad Alonso a Spa, riesce a salire due volte sul podio e diversi piazzamenti a punti che gli valgono l’ottavo posto nel Mondiale, con 96 punti, e verrà confermato per l’anno successivo. La prima metà della stagione 2013 non è granché, nella seconda metà invece cambia decisamente ritmo, al termine della stagione avrà ottenuto ben sei podi, 132 punti in classifica e il settimo posto, migliorando il suo risultato precedente. In caso ve lo stiate chiedendo: no, la crescita non continuerà. Nel 2014 e nel 2015 formerà una coppia potenzialmente pericolosissima con Pastor Maldonado, anche se l’auto non è assolutamente competitiva, riesce comunque in un unico acuto al GP del Belgio 2015 salendo sul podio, e ancora non si sa come abbia fatto. Per la stagione 2016 Grosjean cambia scuderia andando alla neonata Haas, riuscirà a portarla sorprendentemente a punti nelle prime due gare (un 6° e un 5° posto), e altre due volte nel resto della stagione, battendo il suo compagno di box Esteban Gutierrez. Nel 2017 sarà affiancato dal terribile Kevin Magnussen, uno che preferisce lo spettacolo al risultato, infatti Grosjean riuscirà a batterlo in campionato. Per la stagione 2018 Grosjean e Magnussen decidono di invertirsi i ruoli: Romain ne combinerà diverse (addirittura un incidente sotto regime di Safety Car), Kevin invece porterà importanti punti a casa, demolendo il francese. Il 2019, al momento, nemmeno ha portato gioie a Grosjean, due ritiri nelle prime due gare.

Cenni storici e atti celebri

Nella sua prima, breve, esperienza in F1, va segnalato un suo incidente nelle prove libere del GP di Singapore, quasi uguale a quello di Piquet Jr l’anno prima che, tra l’altro, scatenò lo scandalo del “crash gate”. Altro incidente degno di nota nel 2012: alla partenza della gara del Belgio a Spa prende ben tre macchine: due le usa per farsi da sponda per salire praticamente sopra la Ferrari di Alonso, Fernando ci rimetterà il Mondiale, Grosjean verrà squalificato per la gara successiva (non accadeva dal 1994). Non essendo stato l’unico (e l’ultimo) episodio controverso in partenza, o comunque nel primo giro di gara, Mark Webber lo definì: “il folle del primo giro”. Altro incidente degno di nota a Montecarlo nel 2013 su Daniel Ricciardo: dieci posizioni di penalità per il francese. Dal 2014 sembra essersi calmato, ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio, infatti nel 2018 ci ricade, iniziando con un pericolosissimo testacoda poco dopo la partenza del GP di Spagna che crea pericolo e panico generale. L’apice, però, lo raggiunge a Baku, per la gara dell’Azerbaijan: sotto regime di Safety Car va a muro, ed è convinto di essere stato tamponato da Ericsson, mentre invece era completamente solo.

Cosa aspettarsi

C’è da attendere con impazienza la gara di Grosjean? Viene da rispondere un “Sì” leggermente striminzito. Romain ha bisogno di trovare una prestazione importante e una continuità nei risultati per provare a cancellare il periodo buio che vive ormai da più di un anno. Sicuramente non gli manca il talento, forse è la sua mente ad essere fragile, tanto da rivolgersi ad uno psicologo, come da lui confessato nella serie di Netflix “Formula 1: Drive to survive”. Non resta altro da fare, quindi, che augurare buona fortuna a Romain Grosjean affinché ritrovi se stesso, la sua serenità, la sua concentrazione e il suo talento e che ci faccia tanto divertire.

Articolo di:

Mario Scherillo; Facebook | Instagram